Consiglio Nazionale del Notariato – Studio n. 171-2008/C

L’edilizia residenziale pubblica – Problematiche notarili.
di Giovanni Casu
Consiglio Nazionale del Notariato – Studio n. 171-2008/C
Pubblicato nella rivista Studi e Materiali CNN, 3/2008, p. 993
1. PREMESSA
Può qualificarsi edilizia residenziale pubblica quel settore dell’edilizia realizzato dallo Stato, direttamente o per il tramite di enti pubblici edilizi creati per questo scopo, o comunque con i interventi finanziari o di altro genere da parte di organismi pubblici, allo scopo di fornire la creazione di alloggi abitativi per i cittadini con scarso reddito (1).Si tratta pertanto di un’attività edilizia realizzata a costi ridotti, allo scopo di avvantaggiare i destinatari di questi alloggi. E come compensazione per questo vantaggio vengono solitamente previsti dal legislatore divieti temporanei di alienazione degli alloggi così realizzati, oppure limitazioni varie alla libertà del commercio giuridico del bene realizzato, al duplice scopo di evitare comportamenti speculativi su queste costruzioni; ed altresì di garantire che il bisogno di alloggio, da parte di questi ceti bisognosi e meritevoli di assistenza, sia effettivo, in tal modo costringendo il beneficiario ad occupare l’alloggio per un determinato periodo.

Poiché il notaio viene chiamato alla commercializzazione giuridica di questi beni, specie allorquando l’assegnatario primo beneficiario dell’alloggio intende cederlo per proprie esigenze economiche, si pone per il notaio la necessità di conoscere: a) se esiste un divieto temporaneo di alienazione del bene; b) in caso affermativo di valutare se il periodo di divieto sia trascorso o meno; c) se il negozio richiesto al notaio sia tale da essere fatto rientrare nel predetto divieto; d) eventuali conseguenze giuridiche diverse dalla nullità negoziale.

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